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Marzo 2021

Credito d’imposta ricerca e sviluppo

By | Notiziario Informativo

La Legge di bilancio del 2020 ha introdotto il nuovo credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design che ha sostituito la vecchia normativa risalente al 2014. L’obiettivo di questo strumento è stimolare le imprese a intraprendere percorsi di ricerca e innovazione con una particolare attenzione alle tematiche della transizione digitale ed ecologica.

Quali sono i soggetti ammissibili?
Sono ammissibili al Credito d’imposta tutte le imprese residenti in Italia indipendentemente natura giuridica, settore di appartenenza, dimensione e regime contabile.

Quali sono le attività ammissibili?

  • Ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
  • Innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati con una premialità se finalizzata al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
  • Design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica.

Quali sono le spese ammissibili?

  • spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa. Le spese di personale relative a soggetti di età non superiore a 35 anni, al primo impiego, in possesso di un titolo di dottore di ricerca o iscritti a un ciclo di dottorato o in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente nei lavori di ricerca e sviluppo, concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
  • quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
  • spese per contratti di ricerca extra muros. Nel caso di contratti di ricerca stipulati con università e istituti di ricerca nonché con start-up innovative le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare. Nel caso di contratti stipulati con imprese o soggetti appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente, si applicano le stesse regole applicabili nel caso di attività di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa;
  • quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale  (solo per progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale);
  • spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili o delle spese ammissibili per contratti extra muros;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta svolti internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale o, nel caso di ricerca extra muros, del 30% dei relativi contratti.

Qual è la misura del credito d’imposta?

L’aliquota del credito d’imposta varia in funzione della tipologia di attività a cui le spese si riferiscono. In dettaglio:

  • 12% per le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
  • 10% per le spese relative innovazione finalizzata al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
  • 6% per le spese relative a innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati;
  • 6% per le spese relative a design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

Per le attività svolte nel 2021 e nel 2022 le le aliquote del credito d’imposta saliranno dal 6% al 10% per innovazione e design, dal 10% al 15% per l’innovazione finalizzata alla transizione ecologica e all’innovazione digitale 4.0 e dal 12% al 20% per ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Quali sono le modalità e i tempi di fruizione del credito d’imposta?
Il credito d’imposta fruibile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

Scarica il decreto Transizione 4.0 del MiSE con le definizioni di ricerca industriale, innovazione e ideazione estetica.

Dal 3 giugno riapre lo sportello SIMEST

By | Notiziario Informativo

Dopo lo stop dello scorso ottobre, il 3 giugno riaprirà lo sportello SIMEST per la richiesta delle agevolazioni a sostegno dell’internazionalizzazione.

Ricordiamo che nel 2020 SIMEST e Il Ministero degli Esteri hanno provveduto a una radicale riforma degli strumenti agevolativi a sostegno dell’internazionalizzazione concretizzata con l’introduzione del fondo perduto, la possibilità di ottenere il finanziamento a tasso agevolato senza la richiesta di garanzie e l’allargamento a operazioni di internazionalizzazione nei paesi UE.

Tutte le misure prevedono:

  • Una quota del 50% a fondo perduto;
  • Un finanziamento a tasso agevolato per il restante 50% (Il tasso previsto per marzo 2021 è 0,055%);
  • Non vengono richieste garanzie per le domande presentate entro il 30 giugno 2021.

Una delle misure più interessanti, anche perché impattante sulla liquidità aziendale, è quella relativa alla Patrimonializzazione delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione che abbiano realizzato un fatturato export medio degli ultimi due anni pari almeno al 20% del totale oppure pari al 35% del fatturato totale realizzato nell’esercizio precedente a quello di presentazione della domanda.

L’agevolazione richiedibile non potrà superare il 40% del valore del patrimonio netto con un tetto massimo di € 800.000.

Da sottolineare inoltre che SIMEST si è sempre dimostrata molto efficiente arrivando ad erogare entro cinque giorni dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Lo strumento Patrimonializzazione delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione in sintesi:

  • Alle imprese non viene richiesto di sostenere investimenti per ottenere l’agevolazione;
  • Agevolazione mista: 50% fondo perduto e 50% tasso agevolato;
  • Tempi estremamente rapidi per l’erogazione dell’agevolazione.

Di seguito gli altri strumenti agevolativi messi a disposizione con la riapertura dello sportello:

Lo sportello resterà aperto fino ad esaurimento delle risorse finanziarie.