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Dal FESR ai bandi in apertura in autunno, partecipa ai nostri webinar gratuiti di settembre

By Eventi, FESR

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I bandi in apertura da settembre: cosa dovresti sapere

7 settembre, ore 14.30 Online

La ripartenza dopo le vacanze estive è sempre molto frenetica, proprio per questo abbiamo pensato di proporre a tutte le imprese un webinar sulle misure in apertura a partire da settembre, così da indirizzare verso i bandi e le agevolazioni più in linea con gli investimenti di ciascuna realtà imprenditoriale, dalla sostenibilità, all’innovazione, dallo sviluppo d’impresa alla valorizzazione di marchi, brevetti e disegni.

Bandi e Agevolazioni in Lombardia – Ecco cosa prevede la pianificazione del FESR 2022-2024

29 settembre, ore 14.30 Online

Regione Lombardia ha pubblicato la pianificazione 2021-2027 del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, ovvero un fondo in cui sono coinvolte risorse europee, nazionali e regionali e che permette di riservare numerose agevolazioni per le imprese. I primi 16 bandi di Regione Lombardia per il triennio 2022-2024 sono già stati resi noti, con alcuni dettagli importanti che potrebbero essere d’aiuto alle imprese che hanno sostenuto o sosterranno degli investimenti.

 

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    FESR Lombardia: ecco quali sono le agevolazioni regionali per le imprese previste per il triennio 2022-2024

    By FESR, Notiziario Informativo

    APPROFONDIMENTO FESR – 2°Articolo: Le prime 16 misure

    Regione Lombardia ha approvato un primo pacchetto di 16 misure attuabili grazie alle risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021-2027. Tali interventi riguardano il triennio 2022-2024 e sono relativi a differenti ambiti, quali l’internazionalizzazione, lo sviluppo delle competenze e l’efficientamento energetico.

    Vediamo nel dettaglio le 16 misure che saranno attivate da Regione Lombardia, suddivise per trimestre di apertura:

    Bandi a agevolazioni per le imprese – ottobre – dicembre 2022

    Il 4° trimestre 2022 si caratterizza per la presenza di ben 4 misure relative a linee di intervento differenti. In particolare, saranno attivate delle azioni per:

    • Strumenti finanziari per la realizzazione di progetti di internazionalizzazione complessi (€15 milioni);
    • Interventi di Venture capitale a favore di start up e scale up (€40 milioni);
    • Strumento finanziario a sostegno allo sviluppo aziendale e alla transizione digitale a vantaggio della ripresa economica (€80.7 milioni);
    • Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi di consulenza e/o formazione per i progetti della Specializzazione Intelligente di Regione Lombardia (€7 milioni). 

    Quest’ultimo punto risulta ancora più rilevante visto che i dati del DESI 2022 dimostrano quanto l’Italia sia ancora indietro per quanto riguarda le skill digitali del nostro capitale umano.

    Bandi a agevolazioni per le imprese – gennaio – marzo 2023

    Per i primi mesi del 2023, Regione Lombardia ha definito 5 differenti misure, volte ad incentivare gli investimenti delle PMI, soprattutto nell’ambito delle reti d’impresa, della sostenibilità e dell’internazionalizzazione:

    • Azioni di sistema per scouting investitori esteri (€2 milioni);
    • Microcredito per le nuove imprese (€24 milioni);
    • Agevolazioni per lo sviluppo di progetti di filiera (€4 milioni);
    • Agevolazioni per il miglioramento tecnologico e l’innovazione delle filiere (€11 milioni);
    • Garanzia gratuita e contributo a fondo perduto per investimenti alla transizione energetica e alla sostenibilità ambientale dei cicli produttivi (€38.1 milioni).

    Bandi a agevolazioni per le imprese – aprile – giugno 2023

    La primavera 2023 riserva alle imprese delle agevolazioni, principalmente contributi a fondo perduto, per lo sviluppo internazionale, digitale e sostenibile:

    • Contributi a fondo perduto per gli investimenti anche ad elevata intensità digitale di efficientamento dei processi, dei sistemi di produzione e dei canali di distribuzione di beni e servizi (€20 milioni);
    • Contributi a fondo perduto per la partecipazione a manifestazioni fieristiche di livello internazionale (€10 milioni);
    • Agevolazioni alle MPMI lombarde, non lombarde ed estere che intendono realizzare un nuovo investimento o un ampliamento della propria attività sul territorio lombardo (€20 milioni);
    • Contributo a Fondo perduto per la promozione e riqualificazione delle imprese singole e aggregate in ottica di economia circolare (€9 milioni).

    Bandi a agevolazioni per le imprese – ottobre – dicembre 2023

    Dopo lo stop estivo 2023, Regione ha intenzione di puntare in particolare sul sostegno agli investimenti delle imprese, favorendo l’accesso al credito e le scelte più sostenibili:

    • Contributo a fondo perduto per il rafforzamento patrimoniale delle PMI lombarde (€25 milioni);
    • Contributi per investimenti di piccole dimensioni (€13 milioni);
    • Agevolazioni per investimenti funzionali all’attivazione di processi di simbiosi industriale, in ottica di ottimizzazione e chiusura del ciclo produttivo, per la produzione e l’utilizzo di materia prima-seconda (€7 milioni)

     

    Le date di apertura precise di ciascuna misura ancora non si conoscono. Rimaniamo quindi in attesa di novità dopo l’estate.

     

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      Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 21-27, i 5 temi chiave sul futuro della Lombardia e delle agevolazioni per le imprese

      By FESR

      APPROFONDIMENTO FESR – 1°Articolo: Introduzione

      Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) istituito nel 1975 è uno dei principali strumenti finanziari della politica di coesione dell’UE. Si prefigge di contribuire ad appianare le disparità esistenti fra i diversi livelli di sviluppo delle regioni europee e di migliorare il tenore di vita nelle regioni meno favorite, finanziando interventi volti alla ricerca e all’innovazione, al sostegno alle piccole e medie imprese, alla transizione verso una economia a basse emissioni di carbonio.

      Il percorso per la definizione del piano FESR Lombardia 2021-2027

      Come tutte le progettualità che coinvolgono fondi pubblici ed europei, la pianificazione strategica per l’utilizzo del FESR ha richiesto un periodo di studio e di analisi delle azioni da prendere in considerazione, finalizzato alla definizione degli obiettivi da raggiungere e delle risorse da stanziare per ogni ambito. Regione Lombardia ha sviluppato le linee di intervento 2021-2027 partendo dalle evidenze emerse nel “Documento di Indirizzo Strategico per la politica di coesione 2014-2020″ (DIS) del 2019, dal Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2020-2023 e dalla Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza Regionale (NADEFR). Con la DGR XI/3921 del 30 novembre 2020 ha dato il via al procedimento per la preparazione e l’approvazione del Programma Regionale FESR 2021-2027, avviando contestualmente il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) coordinato con la procedura di Valutazione di Incidenza.

      L’8 febbraio 2021 la Giunta regionale ha definito il primo impianto strategico del FESR 2021-2027 contenuto nel Documento “Principali sfide e priorità per l’utilizzo del Fondo di sviluppo regionale FESR 2021-2127″, che include le sfide prioritarie, le azioni principali e gli obiettivi da raggiungere, Documento che è stato poi condiviso con la Commissione Europea.

      Nel frattempo, sempre nel 2021, si è passati allo studio economico – finanziario per l’assegnazione delle risorse ad ogni ambito di intervento. Ne sono conseguiti i piani finanziari preliminari dei Programmi Regionali FESR e FSE+ 2021-2027, declinati per obiettivi specifici e con la ripartizione fondi nazionali/fondi europei. La dotazione finanziaria complessiva del PR FESR 2021-2027 è pari a 2 miliardi di euro.

      L’approvazione del Piano da parte della Commissione Europea avverrà dopo la chiusura del piano di Valutazione Ambientale Strategica attualmente in corso di svolgimento.

      FESR 2021-2027 Lombardia: quali sono le linee di azione e gli obiettivi da raggiungere?

      La strategia pluriennale del piano si articola in 5 Obiettivi Strategici (OS):

      OS1. Un’Europa più competitiva e intelligente attraverso la promozione di una trasformazione economica innovativa e intelligente e della connettività regionale alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

      OS2. Un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio ma in transizione verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio attraverso la promozione di una transizione verso un’energia pulita ed equa, di investimenti verdi e blu, dell’economia circolare, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della loro mitigazione, della gestione e prevenzione dei rischi nonché della mobilità urbana sostenibile;

      OS3. Un’Europa più connessa attraverso il rafforzamento della mobilità;

      OS4. Un’Europa più sociale e inclusiva attraverso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali;

      OS5. Un’Europa più vicina ai cittadini attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato di tutti i tipi di territorio e delle iniziative locali.

      Tali linee di intervento si rendono necessarie anche per il superamento della situazione di crisi generata dal Covid-19 e dal recente conflitto che interessa Russia e Ucraina e sono correlate al raggiungimento di specifici target numerici, in termini di imprese o altre tipologie di soggetti coinvolti, di interventi realizzati o di investimenti effettuati.

      Vediamo nello specifico quali sono le linee di intervento che coinvolgono in particolar modo le imprese:

      Ricerca, innovazione, tecnologie avanzate e percorsi di specializzazione

      Regione Lombardia intende puntare sugli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, incentivando in particolar modo la collaborazione tra imprese e mondo della ricerca e la valorizzazione della proprietà intellettuale (in linea con il piano nazionale legato ai bandi Marchi +, Brevetti +, Disegni +). Questo sarà realizzabile anche attraverso sistemi informativi open, per la contaminazione culturale e la condivisione di idee, al fine di favorire la creazione di partnership o di servizi avanzati per l’innovazione.

      Sarà dato un forte impulso infatti anche alla digitalizzazione, che riguarderà i sistemi pubblici, ma anche gli organismi di ricerca e le imprese, alle quali saranno concesse agevolazioni per l’adeguamento dei sistemi produttivi a standard tecnologici più elevati e per una crescita più sostenibile, di modo da rendere il nostro territorio altamente competitivo e da raggiungere gli obiettivi definiti a livello europeo. Tutto ciò non può prescindere da specifiche azioni di formazione; punto fondamentale del programma regionale è infatti la necessità di sopperire, tramite appositi percorsi formativi interni alle aziende o rivolti a inoccupati, disoccupati e giovani, allo skill mismatch presente ormai in tutta la nostra Nazione e che causa il rallentamento della crescita delle nostre aziende.

      Tutela dell’ambiente: energie rinnovabili, economia circolare e mobilità urbana multimodale

      I cambiamenti climatici, il problema dell’approvvigionamento energetico e gli alti livelli di inquinamento dell’aria hanno reso la transizione sostenibile ed ecologica uno dei punti cardine del Piano strategico regionale. Grazie al FESR si potranno infatti portare avanti diverse linee di intervento legate all’ambiente, suddivisibili in 5 categorie differenti:

      1. efficienza energetica e riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (in linea con quanto definito dal Green Deal Europeo), tramite la riqualificazione di strutture e impianti pubblici, alloggi, edifici e impianti delle imprese, e l’estensione di tele-riscaldamento e tele-raffrescamento. Il totale delle risorse assegnate a questo ambito è pari ad oltre a 100 milioni di euro;
      2. promozione dell’energia rinnovabile e della diffusione di comunità energetiche (ovvero hub energetici innovativi disposti in posizione strategiche). Il totale delle risorse assegnate a questa linea di intervento è di 66,2 milioni di euro;
      3. sviluppo di sistemi, reti e impianti di stoccaggio energetici intelligenti al di fuori della rete trans-europea dell’energia (RTE-E);
      4. promozione della transizione verso un’economia circolare, tramite modelli di innovazione di prodotto, l’applicazione di nuove tecnologie per il recupero dei materiali, per la creazione di prodotti modulari, per il riuso e il passaggio a strategie commerciali basate anche su noleggio, oltre che il sostegno alla creazione di filiere integrate e partenariati pubblico – privati. A questa linea di intervento sono stati assegnati circa 50 milioni di euro di risorse.
      5. promozione della mobilità urbana multimodale sostenibile per la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio, tramite l’integrazione di una linea ferroviaria sempre più capillare e avanzata con altri mezzi di trasporto pubblico e privati. Un’attenzione particolare sarà rivolta alla mobilità sostenibile, con la creazione, ad esempio, di più velo-stazioni o di sistemi integrati di comunicazione e di info-mobilità legati anche alla sharing mobility.

      Valorizzazione del territorio tramite lo sviluppo sociale, economico, ambientale e culturale, anche a livello locale

      Obiettivo di Regione Lombardia è anche quello di mettere in risalto le bellezze e le potenzialità del nostro territorio, attirando imprese, investimenti e persone, non solo nelle aree più sviluppate e urbanizzate, ma anche in contesti locali che stanno vivendo il fenomeno dello spopolamento. Si interverrà quindi attraverso lo sviluppo di una rete di servizi più capillari e integrati, oltre che sullo sviluppo delle imprese e della loro immagine a livello internazionale e delle infrastrutture energetiche. Elemento chiave sarà anche il turismo, che si intende rilanciare tramite la protezione e la promozione del patrimonio naturale e l’ecoturismo.

       

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        Bando investimenti sostenibili

        Bando “Investimenti Sostenibili 4.0” – annunciata la data di apertura 2022

        By Notiziario Informativo

        Da maggio le PMI potranno richiedere agevolazioni a fondo perduto per i loro investimenti

         

        Il MiSE ha ufficializzato la data di apertura del bando “Investimenti Sostenibili 4.0”, misura tramite cui mette a disposizione delle Micro, Piccole e Medie Imprese delle agevolazioni a fondo perduto per progetti di investimento dall’elevato contenuto tecnologico, con particolare attenzione all’economia circolare e alla sostenibilità energetica.

        Dal 18 maggio, infatti, le imprese potranno richiedere incentivi, nella forma del contributo a fondo perduto, tramite gli sportelli online gestiti da Invitalia per conto del Ministero dello Sviluppo Economico.

        Il fondo stanziato dal MiSE ammonta a circa 678 milioni di euro, provenienti dal programma d’investimento europeo React-Eu e dai fondi di coesione. L’obiettivo, come sottolineato dal Ministro Giancarlo Giorgetti, è quello di favorire l’ammodernamento tecnologico delle imprese italiane, incentivando progetti innovativi volti a migliorare anche la sostenibilità energetica, aspetto fondamentale visto l’attuale rincaro dei costi di energia e gas, che sta mettendo a dura prova in particolare il settore manifatturiero.

        Per la spartizione delle risorse, il MiSE ha previsto una differenziazione degli importi in base alla Regione in cui ha sede l’impresa: sono destinati circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro – Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna).

        Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.

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        Ricerca e Sviluppo - uomo in laboratorio

        Credito d’imposta R&S 2021: ultima chiamata per le imprese

        By Notiziario Informativo

        Ricordiamo che per fruire del credito d’imposta sui costi di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione e design relativi all’esercizio 2021 è indispensabile adempiere all’obbligo della certificazione contabile dei costi entro la data di approvazione del bilancio di esercizio 2021. 

        Vediamo quali sono le caratteristiche principali di questa tipologia di credito d’imposta:

         

        1. Come funziona il credito d’imposta R&S?

        I crediti d’imposta sono agevolazioni che permettono alle imprese di recuperare parte degli oneri sostenuti per determinate attività, diminuendo le imposta dovute. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato fino al 2031 il credito d’imposta per chi investe in attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design, ma ora, vista la chiusura del bilancio  di esercizio 2021,  è il momento di certificare le spese relative all’anno già concluso.

        Per richiedere tale agevolazione non è necessario infatti presentare una vera e propria domanda, ma è sufficiente indicare gli investimenti effettuati in fase di dichiarazione dei redditi. Il credito d’imposta sarà fruibile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, tramite modello F24 da presentare attraverso i portali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

        2. Chi sono i beneficiari?

        Sono ammissibili al Credito d’imposta tutte le imprese residenti in Italia indipendentemente da natura giuridica, settore di appartenenza, dimensione e regime contabile, che siano in regola rispetto alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

        3. Quali gli interventi ammissibili?

        • Ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
        • Innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, con una premialità se finalizzata al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
        • Design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica.

        4. Quali sono le spese ammissibili?

        • spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa. Le spese di personale relative a soggetti di età non superiore a 35 anni, al primo impiego, in possesso di un titolo di dottore di ricerca o iscritti a un ciclo di dottorato o in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente nei lavori di ricerca e sviluppo, concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
        • quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
        • spese per contratti di ricerca extra muros. Nel caso di contratti di ricerca stipulati con università e istituti di ricerca nonché con start-up innovative le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare. Nel caso di contratti stipulati con imprese o soggetti appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente, si applicano le stesse regole applicabili nel caso di attività di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa;
        • quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale  (solo per progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale);
        • spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili o delle spese ammissibili per contratti extra muros;
        • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta svolti internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale o, nel caso di ricerca extra muros, del 30% dei relativi contratti.

        5. Come si calcola il credito d’imposta?

        L’aliquota del credito d’imposta varia in funzione della tipologia di attività a cui le spese si riferiscono. In dettaglio:

        • 20% per le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale (nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro);
        • 15% per le spese relative innovazione finalizzata al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
        • 10% per le spese relative a innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati;
        • 10% per le spese relative a design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

        A partire dal 2023, tali cifre saranno aggiornate come previsto dal MiSE.

         

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