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Ricerca e Sviluppo - uomo in laboratorio

Ricordiamo che per fruire del credito d’imposta sui costi di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione e design relativi all’esercizio 2021 è indispensabile adempiere all’obbligo della certificazione contabile dei costi entro la data di approvazione del bilancio di esercizio 2021. 

Vediamo quali sono le caratteristiche principali di questa tipologia di credito d’imposta:

 

1. Come funziona il credito d’imposta R&S?

I crediti d’imposta sono agevolazioni che permettono alle imprese di recuperare parte degli oneri sostenuti per determinate attività, diminuendo le imposta dovute. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato fino al 2031 il credito d’imposta per chi investe in attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design, ma ora, vista la chiusura del bilancio  di esercizio 2021,  è il momento di certificare le spese relative all’anno già concluso.

Per richiedere tale agevolazione non è necessario infatti presentare una vera e propria domanda, ma è sufficiente indicare gli investimenti effettuati in fase di dichiarazione dei redditi. Il credito d’imposta sarà fruibile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, tramite modello F24 da presentare attraverso i portali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

2. Chi sono i beneficiari?

Sono ammissibili al Credito d’imposta tutte le imprese residenti in Italia indipendentemente da natura giuridica, settore di appartenenza, dimensione e regime contabile, che siano in regola rispetto alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

3. Quali gli interventi ammissibili?

  • Ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
  • Innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, con una premialità se finalizzata al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
  • Design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica.

4. Quali sono le spese ammissibili?

  • spese di personale relative ai ricercatori e ai tecnici titolari di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegati nelle operazioni di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa. Le spese di personale relative a soggetti di età non superiore a 35 anni, al primo impiego, in possesso di un titolo di dottore di ricerca o iscritti a un ciclo di dottorato o in possesso di una laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico assunti dall’impresa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e impiegati esclusivamente nei lavori di ricerca e sviluppo, concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare;
  • quote di ammortamento, i canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice e le altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, per l’importo ordinariamente deducibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo al periodo d’imposta di utilizzo e nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale;
  • spese per contratti di ricerca extra muros. Nel caso di contratti di ricerca stipulati con università e istituti di ricerca nonché con start-up innovative le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare. Nel caso di contratti stipulati con imprese o soggetti appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente, si applicano le stesse regole applicabili nel caso di attività di ricerca e sviluppo svolte internamente all’impresa;
  • quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale  (solo per progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale);
  • spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale ammissibili o delle spese ammissibili per contratti extra muros;
  • spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta svolti internamente dall’impresa anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota, nel limite massimo del 30% delle spese di personale o, nel caso di ricerca extra muros, del 30% dei relativi contratti.

5. Come si calcola il credito d’imposta?

L’aliquota del credito d’imposta varia in funzione della tipologia di attività a cui le spese si riferiscono. In dettaglio:

  • 20% per le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale (nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro);
  • 15% per le spese relative innovazione finalizzata al raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0;
  • 10% per le spese relative a innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati;
  • 10% per le spese relative a design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

A partire dal 2023, tali cifre saranno aggiornate come previsto dal MiSE.

 

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